Il mondo è cambiato dal 20 febbraio 2014, il giorno in cui gli “omini verdi” identificati successivamente come militari russi di carriera sono entrati nella penisola. Il 18 marzo del 2014 a Mosca è stato firmato il così detto Trattato per l’annessione della Crimea alla Russia, che non è stato mai riconosciuto dalla comunità internazionale.
Oggi la Crimea è base militare russa, rovina economica, area di terrore e di illegalità dove all’ordine del giorno ci sono torture, arresti arbitrari, rapimenti, repressione del diritto di parola e di religione.
L’occupazione della Crimea da parte dei russi è il caso più clamoroso di violazione del diritto internazionale dalla Seconda guerra mondiale.
Il ripristino dei confini nazionali dell’Ucraina compreso il ritorno della Crimea all’Ucraina è un presupposto indispensabile sia per la sicurezza regionale e globale che per il rinnovo della fiducia nel diritto internazionale e nella giustizia.