• A-
    A+
  • Per ipovedenti
  • Italiano
  • Українською
L’escalation militare nell’Est dell’Ucraina
Pubblicato 18 febbraio 2020 20:07



Oggi, 18 febbraio 2020, alle prime luci dell’alba, gli occupanti russi hanno sferrato un ennesimo attacco, uno dei più feroci degli ultimi due anni, contro le posizioni delle Forze ucraine nell’Est (regione di Luhansk) uccidendo un giovane militare, un ragazzo appena 22-enne, e ferendo gli altri 5 militari.

I russi hanno cercato di avanzare usando l’artiglieria pesante proibita dagli accordi di Minsk, sparando dai quartieri residenziali, servendosi di abitanti locali come scudo umano, violando così gli accordi raggiunti recentemente tra Zelenskyi, Macron, Merkel e Putin.

I militari ucraini hanno respinto l’offensiva russa con successo e hanno mantenuto il controllo delle loro posizioni.

Anche in futuro saremo pronti a rispondere adeguatamente ad ogni attacco dei russi volto a minare il processo di pace che promuove l’Ucraina.   

L’Ucraina reitera i suoi impegni in merito alla soluzione pacifica del conflitto nel Donbass per vie politico-diplomatiche, possibile soltanto nel caso in cui ci sarà manifestata coi fatti la volontà anche da parte russa.

L’ostilità e la violenza usate dai russi mettono a dura prova il fragile processo di pace, danneggiando drammaticamente la sicurezza dei civili ucraini che continuano a soffrirne pesantemente.

Il percorso verso la pace deve essere a doppio senso. Purtroppo, la Russia, oggi di nuovo, ha fatto capire di non voler applicare un approccio costruttivo al riguardo del processo di pace. In Russia invece hanno scelto l’escalation militare per aumentare la pressione sull’Ucraina.   

Oramai sono sei lunghi anni che l’Ucraina difende la propria integrità territoriale. Qui parliamo non solo della guerra in Ucraina, ma della guerra in Europa, la durata della quale, dal momento dell’occupazione illegale della Crimea ucraina da parte della Russia, a partire dal febbraio 2014, è uguale alla durata della Seconda guerra mondiale.  

Solo ristabilendo l’integrità territoriale dell’Ucraina si può ottimizzare il sistema della sicurezza già danneggiato in Europa, la cui architettura si deve basare unicamente sui principi e le norme del diritto internazionale stabilito dallo Statuto dell’ONU, dall’Atto finale di Helsinki e dai rispettivi accordi internazionali. 

Facciamo appello alla comunità internazionale, in particolare agli stati mediatori: la Germania e la Francia a condannare questa evidente violazione degli Accordi di Minsk e degli accordi raggiunti nel corso del recente summit di Parigi. La pressione sulla Russia deve essere aumentata per far sì che rispetti i suoi impegni presi in qualità di paese-parte del conflitto nel Donbass. 

Il destino dell’Europa si decide oggi nell’Est dell’Ucraina. Riflettiamo.

Outdated Browser
Для комфортної роботи в Мережі потрібен сучасний браузер. Тут можна знайти останні версії.
Outdated Browser
Цей сайт призначений для комп'ютерів, але
ви можете вільно користуватися ним.
67.15%
людей використовує
цей браузер
Google Chrome
Доступно для
  • Windows
  • Mac OS
  • Linux
9.6%
людей використовує
цей браузер
Mozilla Firefox
Доступно для
  • Windows
  • Mac OS
  • Linux
4.5%
людей використовує
цей браузер
Microsoft Edge
Доступно для
  • Windows
  • Mac OS
3.15%
людей використовує
цей браузер
Доступно для
  • Windows
  • Mac OS
  • Linux